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IschiaDirectory » Storia dell'isola d'Ischia » Storia dei Normanni e degli Svevi a Ischia
 
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Storia dei Normanni e degli Svevi a Ischia

I Normanni

Dopo l'occupazione della Sicilia da parte degli Arabi nel IX secolo, il Mezzogiorno continentale era rimasto diviso tra i domini bizantini (Puglia e Calabria), una serie di Ducati (Benevento, Salerno, Capua, Napoli, spesso in guerra tra loro) e alcune città autonome come Amalfi. Ai primi dell'XI secolo alcune formazioni di mercenari normanni si affacciarono al Sud in aiuto dei vari Ducati che volevano allontanare i Bizantini. Chiamati anche dal duca di Napoli, Sergio VII che voleva inoltre, sedare la rivolta tra i nobili, i Normanni approfittarono della situazione per impossessarsi di Ischia, occupata nel 1134 da Ruggero II. Quattro anni prima lo stesso Ruggero, riunificò la Sicilia - conquistata dal padre nella guerra contro gli Arabi tra il 1061 e il 1091- con il resto dell'Italia meridionale creando il regno di Sicilia.

Gli Svevi

Nel 1154 e nel 1158, dalla Germania discende in Italia Federico I, detto Barbarossa, di Hohenstaufen, della casa di Svevia, che riuscì a porre sotto il duo controllo l'Italia settentrionale, si fece incoronare imperatore del Sacro Romano Impero Germanico e ambiva ad annettersi il Regno di Sicilia sotto il normanno Guglielmo II. Perciò, nel 1186, riuscì a concludere il matrimonio tra Costanza d'Altavilla figlia di Ruggero II, il fondatore della dinastia normanna in Sicilia, e zia del re in carica Guglielmo II- e suo figlio Enrico. Quest'ultimo dunque, alla morte del padre Federico I, divenne legittimo pretendente alla corona del regno normanno di Italia meridionale e Sicilia. Terminata la dinastia normanna con Guglielmo II, cominciarono le lotte tra i suoi successori: Tancredi, conte di Lecce e nipote del defunto re, e Enrico VI di Svevia. La contesa si risolse in favore di quest'ultimo che pose l'isola sotto il suo dominio nel 1194. Nel 1197, a soli 32 anni, moriva Enrico VI, lasciando come suo unico erede il figlio Federico, che avendo meno di quattro anni, fu posto sotto la tutela della madre Costanza d'Altavilla. Quest'ultima morì poco dopo, cosicchè Federico fu affidato al papa Innocenzo III che approfittò della situazione per riaffermare la superiorità del potere spirituale su quello temporale. Federico II diventerà imperatore del Sacro Romano Impero Germanico e re di Sicilia, non senza lottare contro Ottone di BrunswicK designato inizialmente da papa Innocenzo III quale imperatore. Famosa fu la battaglia tra il comandante militare del Castrum Ieronis, Giovanni Caracciolo-Rosso, e Ottone IV, nemico di Federico II e pretendente al Regno di Sicilia: quando Ottone IV attaccò via mare il Castello, Caracciolo preferì appiccare il fuoco alla torre della fortezza, piuttosto che arrendersi e morirvi bruciato. Federico II diede all'isola una certa autonomia, concedendo agli isolani la nomina di due giudici e al papa la giurisdizione di Ischia e Ventotene. Sarà il papa stesso a permettere poi, che i Capitoli Cattedrali dell'isola possano eleggere liberamente il loro vescovo.
 
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