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Terremoti ed Eruzioni
La storia di Ischia è segnata, fin dai tempi più remoti, da frequenti catastrofi
causate sia da eruzioni che da terremoti. Un insediamento preistorico, con manufatti
dell'età del Ferro, si trova sotto le ceneri di un'eruzione il cui centro è localizzato nel tratto
di spiaggia tra Ischia Porto e Casamicciola Terme.
Intorno al 600 a.C. l'eruzione di
Monte Rotaro mise definitivamente in fuga i Greci. Nel 486 a.C. Ischia viene occupata dai Siracusani,
i quali saranno scacciati poco dopo, tra il 474 e il 470, da una nuova eruzione, probabilmente quella
cui si deve la formazione del cratere di Porto d'Ischia.
Probabilmente l'attività vulcanica
è persistente per tutto il periodo romano. Si ha notizia di eruzioni nel 91 a.C. e sotto l'Imperatore
Augusto, il quale cedette Ischia in cambio di Capri ai Napoletani. L'attività vulcanica sull'isola è
testimoniata in epoca romana anche sotto i regni di Tito, Antonino e Diocleziano.
L'ultima eruzione di Ischia avviene nel febbraio del 1302, quando un cratere apertosi in zona Fiaiano,
emise lava per oltre due mesi. Una colata larga da 500 a 100 m, detta una volta delle Cremate e
oggi chiamata colata dell'Arso, raggiunse la spiaggia tra il Porto d'Ischia e Ischia Ponte e distrusse
l'antico centro urbano della Geronda. L'eruzione seminò panico su tutta l'isola e costrinse molta
gente a fuggire verso le isole vicine e la terraferma. Da allora, l'unica manifestazione vulcanica
consiste in una intensa attività fumarolica. Nonostante questo, Ischia, come i vicini Campi Flegrei
e il Vesuvio, è considerata un vulcano attivo, comprendendo con questa definizione tutti i
vulcani che hanno avuto attività in epoca storica.
Tra i numerosi terremoti che hanno travagliato l'isola d'Ischia negli ultimi secoli, i
più disastrosi sono quelli del 1881 e 1883. La scossa del 4 marzo 1881 durò 7 secondi e
ebbe l'intensità maggiore nel territorio di Casamicciola alta. Si contarono 129 morti,
di cui 124 a Casamicciola e 5 a Lacco Ameno. I feriti furono oltre 100 a Casamicciola,
dove 290 case furono rase al suolo e 159 rese inabitabili. Le persone rimaste prive di
abitazione furono 2315. A Lacco Ameno vi furono 194 edifici crollati, tra i quali la
chiesa di S. Giuseppe al Fango, o resi inabitabili. Anche gran parte delle abitazioni di
Forio furono danneggiate.
Il terremoto del 28 luglio 1883 durò tra 14 e 16
secondi e ebbe come epicentro Casamicciola dove, su una popolazione di 4300 abitanti,
si contarono 1784 morti e 448 feriti. Su 672 case, 537 crollarono e 134 furono danneggiate.
A Lacco Ameno vi furono 146 morti e 93 feriti su 1800 abitanti. Delle 389 case del paese,
269 crollarono e 102 furono danneggiate. Crollò anche la Chiesa del Rosario. A Forio i
morti furono 345 e 190 i feriti, su una popolazione di 6800 abitanti. Su 2713 vani abitabili
ne crollarono 1344 e 977 furono lesionati. Crollò anche la Chiesa di S. Sebastiano.
A Serrara-Fontana vi furono 28 morti e 21 feriti, 65 vani crollati e 973 danneggiati.
A Barano 10 morti e 10 feriti, 63 vani crollati e 1430 danneggiati. A Ischia la scossa
fu solo avvertita e pochi edifici subirono lievi lesioni. In totale il sisma provocò
2313 morti e 762 feriti, oltre a 9500 sinistrati che vennero alloggiati in baracche.
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